Infuso di foglie d’olivo un toccasana per l’ipertensione arteriosa

Infuso di foglie d’olivo un toccasana per l’ipertensione arteriosa

Infuso di foglie d’olivo un toccasana per l’ipertensione arteriosa

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L’ipertensione arteriosa è oggi un problema estremamente diffuso nella nostra popolazione ed interessa praticamente tutte le fasce di età. In realtà non si tratta di una vera e propria malattia, ma di un sintomo, di una reazione di adattamento dell’organismo che oltre un certo livello diventa inopportuno e dannoso.

Se le arterie delle varie strutture periferiche al cuore sono indurite dall’aterosclerosi o contratte dal freddo, la pressione nei vasi aumenta. Si instaura l’ipertensione che può determinare sfiancamento a monte, a livello del cuore , o rotture a valle con emorragie a livello di vari organi, in particolare in sede cerebrale.

Le conseguenza a lungo termine dell’ipertensione possono quindi essere anche molto gravi ed è necessario intervenire in modo mirato e razionale. Anche in questo campo la Medicina Tradizionale, che pesca nell’immensa farmacia della Natura, può proporre rimedi efficaci.

 

 

L’Olivo è da sempre considerato pianta importantissima per i popoli mediterranei , che avevano nell’olio di quest’albero il miglior combustile per lampade e torce. Nella mitologia greca si racconta che quando gli dei gareggiarono per fare all’umanità il dono più utile, vinse Minerva, che fece nascere dalla terra appunto l’Olivo. Gli Egiziani, gli Ebrei, gli Arabi, i Greci ed i Romani attribuivano molte proprietà terapeutiche a questa pianta, che sotto forma di olio o di preparati ottenuti dalle foglie veniva impiegato nella cura di diverse malattie, sia per via interna che per applicazioni esterne.

L’olio d’oliva intiepidito, ovunque venga instillato, nell’orecchio come nel retto, aiuta ad espellere le tossine liposolubili che aderiscono tenacemente alle mucose e che vengono espulse altrimenti con grande difficoltà. L’assunzione regolare di olio d’oliva stimola la funzione della colecisti e previene la formazione di calcoli , spesso dovuta al ristagno biliare.

Un medico francese dei primi decenni del ‘900 , tale Mazet, sperimentò su molti pazienti ipertesi un decotto ottenuto facendo bollire 20 grammi di foglie di olivo in 300cc di acqua, prolungando l’ebollizione fino a ridurre il volume a 200cc. Nell’80% dei soggetti vi fu un miglioramento soddisfacente e durevole. C’è da dire però che l’infuso puro fatto in casa ha un sapore terribile e anche le proprietà non sono certo dichiarate. Per evitare tutto questo se vuoi provare i benefici dell’originale infuso di foglie d’olivo clicca QUI.

Venivano ridotte contemporaneamente la pressione sia minima che massima. Il trattamento si rivelò utile sia per l’ipertensione essenziale che per quella di origine renale, menopausale o aterosclerotica. Specialmente all’inizio del trattamento si ha un notevole aumento della diuresi, quindi è consigliato bere molta acqua per aiutare l’organismo ad espellere tutte le tossine. Gli effetti terapeutici persistono per parecchio tempo anche dopo la sospensione della cura, che va comunque adattato alla specifica situazione del paziente. Non è da trascurare il fatto che questo trattamento determina anche riduzione della glicemia, dell’uricemia e del colesterolo.

Un Medico osservando i suoi pazienti, ha constatato che la riduzione della pressione non è dovuta ad un’azione deprimente sul cuore, come succede ad esempio nel caso degli abusatissimi betabloccanti, ma a vasodilatazione periferica. L’attività cardiaca viene invece di solito migliorata. La muscolatura arteriosa si rilassa e la pressione cala. Questa azione di rilascio dello spasmo vasale si esercita anche, assai utilmente, a livello coronarico e si ha quindi anche una migliore irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco, utile anche nei soggetti con pressione normale o bassa.

Da questa breve disamina sulle proprietà dell’Olivo, possiamo trarre alcune importanti considerazioni di carattere generale:

1. Molte piante anche comunemente coltivate possono essere fonte di farmaci efficaci su malattie anche importanti.

2. L’agricoltore dovrebbe vedere nelle piante del suo podere non solo una fonte di alimenti ma anche di medicine naturali da commercializzare. Ippocrate diceva : ” Lasciate che il vostro cibo sia la vostra medicina “

3. Le sostanze terapeutiche naturali impiegate correttamente sono di sicura efficacia, richiedono in genere piccole quantità, non hanno importanti effetti collaterali, possono rappresentare un importante risparmio per il cittadino e per lo stato.

4. La conoscenza delle proprietà terapeutiche delle piante più comuni si sta perdendo, sopraffatta dalla globalizzazione e dalla concorrenza dei farmaci sintetici. Andrebbe posto uno sforzo particolare per tener vivo il patrimonio della farmacopea tradizionale della nostra terra.

5. Prima di infatuarci delle erbe della Medicina Tradizionale Cinese , delle piante dell’Ayurvedica indiana, dovremmo riscoprire le innumerevoli proprietà delle piante che ci circondano. Non dimentichiamo inoltre che assai più facile è sviluppare reazioni allergiche ed intolleranze verso piante esotiche che verso quelle con cui conviviamo da migliaia di anni”

 

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CI VEDIAMO DALLA PARTE DEL BENESSERE!

 

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