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I benefici sull’essere umano della molecola ACIDO ELENOLICO

I benefici sull’essere umano della molecola ACIDO ELENOLICO

I benefici sull’essere umano della molecola ACIDO ELENOLICO

 

(ricerca affidata a specialisti freelancer che hanno rintracciato le notizie scientifiche dalle pubblicazioni ufficiali)

 

L’acido elenoico è un prodotto dell’idrolisi dell’oleuropeina, un glucoside dal sapore amaro la cui presenza si riscontra in tutta la pianta dell’olivo, nelle drupe (olive) e, in concentrazioni elevatissime, nelle foglie. Sono proprio gli estratti delle foglie d’olivo a venire utilizzati come integratori alimentari e sono infatti titolati in oleuropeina.

 

Il sapore amaro che concorre ad attribuire ai frutti e alle foglie svolge in origine una importante azione antiparassitaria in favore della pianta stessa. La molecola subisce una scissione per idrolisi durante il processo di maturazione e svolge una marcata azione antiossidante.

 

Imponenti studi su questa molecola risalgono alla fine degli anni ’60, quando la società farmaceutica statunitense Upjohn Company rilevò e indagò le marcate capacità antivirali ed antibatteriche dell’acido elenolico, cercando di renderlo disponibile al consumo umano: un farmaco in grado di debellare virus e batteri avrebbe conquistato infatti un mercato enorme.

Il calcio elenolato però, forma nella quale la molecola veniva somministrata, se in vitro uccideva tutto, nella sperimentazione in vivo si rivelò del tutto inefficace poiché si fissava sulle proteine del sangue. Alla fine il colosso farmaceutico statunitense abbandonò la ricerca.

 

L’acido elenoico presente in piccola dose nell’olio extravergine di oliva e nei decotti di foglie d’olivo risulta invece perfettamente assimilabile grazie alla sinergia sviluppata dalla presenza di diversi componenti. La ricerca di Benavente-Garcia et al. del 1999 rileva la presenza di 5 gruppi di composti fenolici nelle foglie d’olivo:

oleuropeosidi (oleuropeina, verbascoside)

– flavonoli (rutina)

– flavan-3-oli (catechina)

– fenoli sostituiti (tyrosolo, idrossityrosolo, acido vanillico, acido caffeico

– flavoni (luteolin-7-glucoside, diosmetina, luteolina, diosmetin-7-glucoside, apigenin-7-glucoside).

Inoltre sono presenti elenolide, N-pentatriacontano, omo-olestranolo, un chinone, vitamina K2-simile, acido lattico, oleanolico, malico, glicolico, tartarico, glucosidi ed enzimi (lipasi, perossidasi, emulsina, colina), tannino pirogallico, saccarosio, glucosio, mannitolo, olio essenziale.

 

L’acido elenoico esplica una marcata azione antiossidante, mostra una spiccata capacità di contrastare i radicali liberi, facilita la circolazione del sangue e in vitro si è dimostrato un potentissimo antibatterico e antivirale.

E’ considerata sostanza “nutraceutica”, vista la sua spiccata azione antitumorale dimostrata in vitro su cellule leucemiche.

Dalle ricerche sulla molecola emergono diverse proprietà.

– Cardiotoniche ed antiaritmiche, utili in caso di angina;

– ipoglicemizzanti: riduce il glucosio ematico, abbassa i livelli insulinici e migliora la tolleranza al glucosio. Queste proprietà ipoglicemizzanti si rivelano efficaci nelle forme diabetiche (Benigni et al., 1963);

– vasodilatatrici (Capretti, 1948) conseguenti ad un effetto miolitico sulle fibre muscolari lisce delle pareti dei vasi. Il fatto che tale vasodilatazione si manifesti anche sulle coronarie lascerebbe supporre un’azione di ordine muscolare e non nervosa;

– antimicotiche, di potenziamento della protezione cellulare tramite la risposta mediata dai macrofagi (Visioli et al., 1998). Azioni antimicrobiche, antibatteriche e su lieviti e funghi (compreso Candida albicans), altri parassiti e muffe (Aziz et al., 1998; Tassou e Nychas, 1995; Juven e Henys, 1972; Koutsoumans et al., 1998);

– antivirali: elimina moltissimi virus o forme batteriche (herpes, raffreddore, influenza, virus di Epstein-Barr, citomegalovirus) retrovirus e moltissimi altri;

– antiradicaliche specifiche: uno studio su 98 soggetti sani ha rivelato significativi aumenti dei livelli di glutatione, in forma ossidata e in forma ridotta;

– antiossidanti generiche, tramite la riduzione dei radicali liberi prodotti dal consumo di ossigeno a livello cellulare.

 

Più recenti ricerche evidenziano anche proprietà specifiche della molecola acido elenoico contro l’HIV virus, come risulta dallo studio del 2007 di Bao J, Zhang DW, Zhang JZ, Huang PL, Lee-Huang S, della Facoltà di chimica dell’Università di New York. Risale al luglio 2009 uno studio dell’Università di Agricoltura e Medicina di Obihiro, Hokkaido, in Giappone in cui Yamada et al. indagano il meccanismo degli effetti antivirali sui virus dell’influenza A (H1N1,H3N2,H5N1,H9N2) e sottotipi.

 

Questa è la lista, redatta in gran parte dai ricercatori della Upjohn, di virus e patologie contro le quali è stata dimostrata l’efficacia dell’acido elenolico:

AIDS, antrace, infezione della vescica, varicella, difterite, colera, herpes simplex 1, citomegalovirus, virus di Epstein-Barr, streptococco, epatite A, B e C, morbo di Lyme, morbillo, meningite virale, polmonite virale, tenia, amebiasi, piede d’atleta, campylobatteriosi, raffreddore comune, clamidia, otite, herpes genitale, gonorrea, herpes zoster, malaria, meningite batterica, mononucleosi, polmonite batterica, gastroenterite da rotavirus, vaiolo dei bovini, pseudorabbia, malattia di Newcastle, miocardite, poliomelite 1, 2 e 3, leucemia di Maloney Murine, leucemia di Rausher Murine, sarcoma di Maloney, salmonella, sifilide, mughetto, trachinellosi, infezioni delle vie urinarie, verruche, rabbia, tigna, tubercolosi, febbre tifoide, oltre ai summenzionati tipi di influenza. Accertata efficacia è stata riscontrata anche sui seguenti batteri e protozoi parassiti: lactobacillus plantarum W50, brevis 50, pediococcus cerevisiae 39, leuconostoc mesenteroides 42, staphylococcus aureus, enterobacter aerogenes NRRLB-199, E. cloacae NRRLB-414, E. coli, pseudomonas fluorescens, P solanacearum, P. lachrymans, erwinia carotovora, xanthomonas vesicatoria, corynesbacterium Michiganense (Pivitera, 1996).

 

Il Dr. James Pivitera ha rilevato il processo attraverso il quale la molecola inattiva o inibisce specifiche cellule virali: l’acido elenolico, infatti, interferisce con la produzione di aminoacidi essenziali per la vita di specifici microbi. Esso è in grado di neutralizzare la proteasi inversa dei retrovirus, necessaria perché il virus riesca ad alterare l’RNA della cellula sana; inibisce la proliferazione micriobica e stimola la formazione di cellule immunitarie.

 

I risultati molto incoraggianti delle ricerche hanno prodotto oggi molti studi e confronti che non tarderanno ad ampliare l’orizzonte delle conoscenze sulle proprietà e l’utilizzo dell’acido elenoico.

 

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